Libri in Corsini_Adelina Modesti_24 giugnoTra le figure delle –poche- donne artiste che hanno lasciato un segno non trascurabile nel panorama artistico del XVII secolo, certamente Elisabetta Sirani emerge come una delle più significative., sia per le peculiari caratteristiche del suo linguaggio pittorico, sia per le vicende biografiche che la videro sfortunata protagonista delle cronache del tempo.

Figlia di Giovanni Andrea Sirani, un artista capace di assimilare come pochi l’alfabeto di Guido Reni, al punto però di rimanerne quasi ingabbiato, Elisabetta riuscì invece a legittimare un proprio iter creativo, pur sempre nell’ambito del grande “divino” maestro bolognese.
La Galleria d’Arte Antica di Palazzo Corsini, nell’ambito della meritoria iniziativa de “I Libri in Corsini” promossa dal direttore Giorgio Leone, con il coordinamento di Silvia Pedone, presenta ora una monografia -la prima in lingua inglese, a testimonianza del rilievo internazionale che l’arte della Sirani ha assunto tra gli studiosi e gli amanti delle belle arti- curata da Adelina Modesti, che da tempo ha dedicato i suoi studi alle vicende biografiche ed artistiche della pittrice bolognese.
L’autrice, ricercatrice presso la Trobe University di Melbourne, ha dato alle stampe un lavoro molto accurato, in cui mette a fuoco non solo le facoltà creative e innovative dell’artista bolognese, ma anche la sua voglia di far emergere, proprio in quanto donna, una vera capacità di riscatto del ruolo femminile nella società del tempo. E in questo senso Adelina Modesti allarga la sua indagine verso la produzione di altre donne presenti ed attive sulla scena artistica bolognese in quegli anni, delineando così un contesto che può perfino apparire sorprendente, quello in cui si afferma, sia pure in embrione, un nuovo tipo di femminilità, non più o non solo collegata alla canonica figura di madre e moglie, ma capace di farsi valere anche in un campo professionale tipicamente maschile, affermando in questo modo la nuova figura della donna professionista della pittura.
Un fatto del genere potè affermarsi grazie alle eccellenti qualità dell’arte di Elisabetta Sirani, riconosciuta dai contemporanei come “artista modernissima” capace anche di promuovere la sua personalità e di far valere la sua immagine pubblica, al punto che la morte precoce –avvenuta in circostanze ancora poco chiare- non ne ha cancellato il ricordo.
Il volume viene presentato da Lucia Calzona, Consuelo Lollobrigida e Raffaella Morselli, autrici ben note nel campo degli studi storico-artistici, impegnate anch’esse nel fra riemergere e  rivalutare quelle donne artiste non sempre prese in esame dalla storiografia nel modo che probabilmente avrebbero meritato.

Mercoledì 24 giugno ore 17, 30 Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Corsini (via della Lungara, 10)

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