Claude MonetVerona ospita una grande esposizione (la quale, in linea con le logiche all'apparenza sempre più imperscrutabili del sistema-mostre, si trasferirà subito dopo a Vicenza, a una cinquantina di chilometri di distanza) che, invero con esauriente dovizia di esempi, molti dei quali di alto rango, s’impegna a ripercorrere la storia della pittura di paesaggio in Occidente. La traiettoria delineata dal percorso espositivo è quella consueta (pienamente canonizzata e indagata in ogni sua piega dalla tradizione storico-artistica, diciamo da Hegel ai nostri tempi) che procede dalla sua affermazione e codificazione come genere autonomo nei primi decenni del Seicento, sino ai fasti raggiunti nelle stagioni impressionista e post-impressionista.



Caspar FriedrichForte di un centinaio di pezzi (circa novanta dipinti e dieci disegni), la mostra si divide in cinque sezioni, che mettono a fuoco, secondo una sequenza strettamente cronologica, la parabola storica del genere, individuando quei momenti considerati evolutivamente cruciali e capaci di arricchire ed estendere l’esplorazione delle potenzialità tecniche, espressive e poetiche della rappresentazione della natura nelle sue molteplici declinazioni: paesaggio puro, con figure, edifici e villaggi, con brani di storia, scene pastorali, fino alle vedute e ai capricci.

La mostra è suddivisa nelle seguenti cinque sezioni:
1. Il Seicento. Il vero e il falso della natura; 2. Il Settecento. L’età della veduta; 3. Romanticismi e realismi; 4. L’impressionismo e il paesaggio; 5. Monet e la natura nuova.

Vediamo brevemente come sono congegnate e quello che viene proposto in ciascuna di esse:

Nicolas PoussinIl Seicento. Il vero e il falso della natura
A rappresentare la nascita e la crescita di importanza del genere nel corso del Seicento - il secolo in cui la natura guadagna un ruolo protagonistico nella rappresentazione pittorica, emancipandosi dalla secolare subordinazione rispetto alla historia e alla presenza attiva delle figure - sono state convocate, sul fronte del paesaggio “classico”, opere di Annibale Carracci, Domenichino, Poussin (fig. 3), Claude Lorrain e Salvator Rosa, mentre il paesaggio olandese del secolo d’oro è esemplificato da opere di alcuni dei suoi massimi protagonisti: Jacob Van Ruisdael, Meindert Hobbema, Jan Van Goyen e Hercules Seghers.



Il Settecento. L'età della veduta

CanalettoUna ventina di dipinti illustrano la stagione della grande fioritura settecentesca della veduta, soprattutto urbana (di volta in volta fedelmente topografica, “ideata”, o frutto di una combinazione fra le due opzioni estreme), che ha il suo fulcro, ovviamente, nei grandi specialisti veneziani, Canaletto (fig. 4), Bellotto e Francesco Guardi, anticipati dal fiammingo Gaspar van Wittel.


Romanticismi e realismi

Questa sezione presenta una trentina di opere eseguite fra il primo e il settimo decennio dell’Ottocento. Si comincia tra Germania e Inghilterra, con Caspar David Friedrich (fig. 2), che introduce stricto sensu il romanticismo in pittura, e poi William Turner (fig. 5) e John Constable.
William TurnerCorot e i pittori di Barbizon, Millet e Courbet, incarnano al più alto livello la visione realistica ed epica della natura che caratterizza la scuola francese di primo Ottocento. In questa sezione si inseriscono alcune delle presenze di maggiore interesse dell’esposizione: i pittori della Hudson River School in AmericaChurch, Bierstadt, Kensett e Martin Johnson Heade - e vari artisti provenienti da aree più marginali rispetto alla grande tradizione europea, ma pur sempre di grande livello, come lo scandinavo Von Wright.

L'impressionismo e il paesaggio
La rassegna ripercorre i decenni centrali della pittura francese di orientamento impressionista attraverso venticinque dipinti di Renoir, Pissarro, Degas, Sisley, Van Gogh (fig. 6), Gauguin, Cézanne e Caillebotte, eseguite dagli anni Sessanta fino agli anni Ottanta, quando si avvia la fase di crisi del paesaggio “impressionista” in senso proprio.

Vincent%20Van%20GoghMonet e la natura nuova

La sezione incentrata su Claude Monet costituisce una sorta di mostra nella mostra, assegnando in un certo senso al pittore il ruolo di “terminale” nella storia di lunga durata della natura dipinta.
Facendo ricorso a una ventina di opere (figg. 1 e 7), la sezione cerca di tracciare l’intera parabola artistica del pittore: dai quadri nati sulla scia di Boudin sulla costa di Normandia, al decennio legato alla permanenza ad Argenteuil fino al 1878. Particolarmente rappresentati gli anni Ottanta e poi il tempo finale di Giverny, con le ninfee in primo piano.
Lu. Bo., 17/12/2013





MonetVERSO MONET. STORIA DEL PAESAGGIO DAL SEICENTO AL NOVECENTO

a cura di Marco Goldin
Verona, Palazzo della Gran Guardia
FINO AL 9 FEBBRAIO 2014

ORARIO MOSTRA
da lunedì a giovedì: ore 9-19
da venerdì a domenica: ore 9-20
chiuso 24 dicembre
25 dicembre: ore 15-20
31 dicembre: ore 9-20
1 gennaio 2014: ore 10-20
http://www.lineadombra.it


 

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