Si conclude domenica 12 gennaio la mostra, di grande successo seppur discussa, che il Mart ha dedicato a uno dei maggiori protagonisti dell'arte italiana del XV secolo: Antonello da Messina, figura chiave negli articolatissimi flussi di circolazione e scambio culturale che (da sud a nord e viceversa, pressoché senza soluzione di continuità) caratterizzano la pittura europea di secondo Quattrocento, tra Sicilia, Napoli, Urbino, Ferrara, Venezia, Milano, Fiandre, Francia e Germania.In un costante e vorticoso rilancio di ricerche formali, innovazioni iconografiche, sperimentazioni tecniche, commistioni stilistiche, ansie di aggiornamento, ma anche di originalità, questa congiuntura vertiginosa (e iper-indagata dagli studi storico-artistici) coinvolge artisti sommi come (tanto per dare un'idea) gli italiani Piero della Francesca, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Cosmè Tura, Carlo Crivelli, i fiamminghi Jan e Hubert van Eyck, Roger van der Weyden, Hugo van der Goes, Petrus Christus, il tedesco-fiammingo Hans Memling, il francese Jean Fouquet, oltre ovviamente Antonello, che, anzi, di questo crogiuolo può essere considerato una sorta di mirabile punto di sintesi.
Il percorso espositivo, in ogni modo, copre efficacemente l'intera parabola creativa di Antonello, dalla formazione, avvenuta nella Napoli di Alfonso d'Aragona tra esperienze provenzali-borgognone e fiamminghe, fino agli esiti veneziani e post-veneziani. La mostra riesamina anche il dibattito relativo al rapporto di Antonello con la Milano sforzesca, quasi in parallelo con le ricerche spaziali condotte dal giovane Bramante, come indicano in mostra il Cristo alla colonna e il disegno Gruppo di donne su una piazza, con alti casamenti, entrambi provenienti dal Louvre.
Resta da ribadire, infine, come l'evento riservato ad Antonello, di alto profilo culturale e di sicura soddisfazione per il visitatore, risulti altresì decisamente decentrato rispetto all'area di interessi, per quanto intesa estensivamente, di un museo dedicato all'arte moderna e contemporanea (per le riserve espresse a tale proposito dallo scrivente, vedi su News-art, https://news-art.it/news/antonello-da-messina-in-vacanza-sulle-dolomiti), sebbene esso vada inquadrato in (labile) connessione con la mostra L'altro ritratto, a cura di Jean-Luc Nancy, svoltasi in perfetta sincronia di tempi presso lo stesso museo e concentrata su una ricognizione del genere nell'arte dell'ultimo mezzo secolo.
Antonello da Messina