Fig_ 3-Luce e Ombra, corona luminosa ©Paolo Frullini

A partire dal 5 luglio, Firenze ospita Prospettiva vegetale, un progetto espositivo dedicato a Giuseppe Penone ideato da Sergio Risaliti e curato da Arabella Natalini e dallo stesso Risaliti. Dopo la mostra straordinaria realizzata alla Reggia di Versailles (vedi su News-art https://news-art.it/news/giuseppe-penone-a-versailles.htm) e l'installazione delle opere permanenti alla Venaria di Torino, Penone porta ora i suoi lavori nel parco storico di Boboli e nel Forte di Belvedere, da poco restituito al pubblico dopo una lunga chiusura.


Fig_ 5 -Sentiero e muro ©Paolo Frullini
 
Sulla linea di una gloriosa tradizione che ha visto esporre nei decenni scorsi al Forte fiorentino artisti come Henry Moore, Fausto Melotti, Beverly Pepper, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto sino, la scorsa estate, a Zhang Huan, le sculture di Giuseppe Penone si dislocheranno tra gli spazi monumentali dei due prestigiosi luoghi storici della città, che per la prima volta saranno collegati tra loro in un organico percorso artistico.

D’accordo con la poetica coerentemente perseguita da Penone, i lavori esposti intendono così creare un dialogo serrato tra scultura, architettura e paesaggio: il pubblico potrà muoversi tra i diversi spazi, seguendo il ritmo e la direzione de lle opere dell’artista, frutto una volta di più di quella profonda interrelazione tra uomo e ambiente che da sempre ne connota la ricerca.

Fig_1- Anatomia e Pelle di Marmo con Palazzo Pitti ©Paolo FrulliniSin dalle esperienze giovanili, la ricerca di Giuseppe Penone è stata infatti marcata dalla centralità dell’interesse per il rapporto tra natura e cultura: una relazione espressa attraverso l’uso sia dei materiali ordinari eletti a protagonisti nei lavori dall’Arte Povera, sia delle materie canoniche della tradizione scultorea classica (legno, bronzo, marmo).

Dalle prime azioni, dove il gesto dell’artista si inserisce rispettosamente nel processo della crescita naturale, agli Alberi in legno e in bronzo, dai blocchi di marmo delle Anatomie, fino ai disegni dove attraverso il tratto a grafite Penone si ispira all’andamento della crescita dei fusti, egli ha sviluppato il suo linguaggio a contatto e dentro la natura, cimentandosi coi suoi interventi in grandi spazi aperti, senza incrinarne i complessi, delicati e perfetti equilibri.
08/06/2014
 
Fig_2-Luce e Ombra con statua di Minerva ©Paolo FrulliniNote biografiche
Sin dai primi anni Settanta il lavoro di Giuseppe Penone (Garessio, 1947) è stato oggetto di importanti riconoscimenti internazionali.
L'artista ha tenuto mostre personali presso istituzioni pubbliche, quali Kunstmuseum di Lucerna (1977), Staatliche Kunsthalle di Baden-Baden, Museum Folkwang di Essen (1978), Stedelijk Museum di Amsterdam (1980), Städtische Museum Abteiberg di Mönchengladbach (1982), National Gallery of Canada di Ottawa (1983), Forth Worth Art Museum, Museum of Contemporary Art di Chicago (1984), Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1984), Musée des Beaux-Arts di Nantes (1986), Villa delle Rose, Bologna (1990), Musée d’Art Moderne di Strasburgo, Castello di Rivoli (1991), Kunstmuseum di Bonn (1997), Musée d’Art Contemporain di Nîmes, Toyota Municipal Museum of Art (1997), Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento (1998), Centro Galego de Arte Contemporanea a Santiago de Compostela (1999), Centre Georges Pompidou a Parigi (2004), Museum Kurhaus di Kleve (2006), Académie de France, Villa Medici a Roma (2008), MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna (2008), Toyota Municipal Museum of Art, Toyota (2009), De Pont Museum for Contemporary Art, Tilburg (2010), Musée des Arts Contemporains Grand-Hornu, Mons (2010), Kunstmuseum Winterthur (2013), Château de Versailles, 2013.
Nel 2007 Giuseppe Penone ha rappresentato l'Italia alla 52° Biennale di Venezia.
 
Fig_4-Luce e Ombra, Forte di Belvedere ©Paolo FrulliniLe immagini sono state gentilmente concesse da Paolo Frullini.

Didascalie immagini:
1, 4, 5. Luce e ombra, 2014
Bronzo, granito e oro © Paolo Frullini
2. Sentiero,1986
Bronzo e alloro © Paolo Frullini
3. Anatomia, 2011 + Pelle di marmo, 2001 (5 lastre)
marmo © Paolo Frullini