Maurits Cornelis Escher_Nastro di Möbius II (Formiche rosse)_febbraio 1963_xilografia in colori rosso, nero e verde-grigio stampata da tre blocchi_mm_ 453x205Con le mie stampe, cerco di testimoniare che viviamo in un mondo bello e ordinato e non in un caos senza forma, come sembra talvolta. I miei soggetti sono spesso anche giocosi: non posso esimermi dallo scherzare con le nostre inconfutabili certezze. Per esempio, è assai piacevole mescolare sapientemente la bidimensionalità con la tridimensionalità, la superficie piana con lo spazio, e divertirsi con la gravità
Maurits Cornelis Escher

La grande antologica dedicata a Escher (Leeuwarden, 1898 - Laren 1972) dalla Fondazione Palazzo Magnani presenta 130 opere tra acqueforti, xilografie, litografie e mezzetinte, capaci di delineare per intero la parabola creativa del grande incisore olandese: dai suoi esordi, con opere come Ex libris (1922), alla prima maturità (Scarabei del 1935), sino alle figure “impossibili” della sua attività più tarda, con incisioni come Su e giù (1947), Belvedere (1958) e Pesci (1965), sempre più sbrigliatamente metamorfiche e disancorate da qualsiasi intento di realistica restituzione grafica di architetture, storie, situazioni o figure.



Maurits Cornelis Escher_Vincolo d'unione_aprile 1956_litografia_ mm_ 253x339Accanto ai suoi lavori più celebri - Metamorfosi II (1940), Tre sfere I (1945), Mani che disegnano (1948), Relatività (1953), Convesso e concavo (1955), Nastro di Möbius II (1963) - arricchiscono l’esposizione disegni, documenti, filmati e interviste all’artista.
Una sezione, inoltre, mette a confronto la produzione di Escher con autori di epoche diverse, per inserire la sua ricerca creativa, pur così personale, nell'alveo di concezioni artistiche universali e tendenze ricorrenti nel corso dei secoli.
L’opera di Escher si situa, in effetti, in uno spazio a margine ma tutt'altro che irrilevante della storia dell'arte. Dominata da un’imagery magica e onirica, liberamente inventiva ma anche impassibilmente rigorosa, enigmatica e perturbante, colta e ironica, simbolica e giocosa, essa sfida sottilmente i codici della visione e le regole della logica. Le creazioni di Escher attingono consapevolmente e dialogano originalmente con le "grillerie" e le “mostruosità” del Medioevo fantastico, con le elaborate architetture anti-prospettiche della pittura gotica, con le invenzioni iconografiche di Dürer, Bosch, Arcimboldi e Piranesi, intrecciandosi col decorativismo organico del Liberty e le misteriose allegorie del simbolismo, ma guardando originalmente anche alle visioni dinamiche del Futurismo e soprattutto al Surrealismo nelle sue varie declinazioni (Dalì, Delvaux, Magritte).

Maurits Cornelis Escher_Su e giù_ luglio 1947_litografia in colore marrone_mm_ 503x205A sua volta l’opera di Escher ha influito più o meno direttamente su molti protagonisti dell’arte del XX secolo, come la personale di Palazzo Magnani si impegna a mettere in evidenza attraverso un congruo numero di opere esposte.

La mostra di Reggio Emilia si propone, altresì, come strumento didattico che, attraverso una serie di installazioni, permette di penetrare e rivelare i sofisticati e paradossali meccanismi costruttivi sottesi alle composizioni di Escher, facendo luce, da un lato, sulla complessa relazione fra le sue opere, la geometria (euclidea e non) e la matematica; dall’altro, insistendo sugli inganni prospettici e il suggestivo ondeggiare tra spazio reale e spazio virtuale, evocati da Escher attraverso un’approfondita conoscenza delle leggi naturali della percezione visiva.

Catalogo Skira con testi di Piergiorgio Odifreddi, Marco Bussagli, Federico Giudiceandrea e Luigi Grasselli.

Maurits Cornelis Escher_Buccia_maggio 1955_xilografia in colori nero, marrone, grigio-blu e grigio_mm_ 345x235 Maurits Cornelis Escher
Nacque il 17 giugno 1898 a Leeuwarden. Durante gli studi alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem si dedicò al disegno. L’incontro con Samuel Jessurun de Mesquita (1868-1944), venerato come il suo grande maestro, stimolò in Escher l’interesse per la tecnica xilografica e le sue possibili sperimentazioni nella resa di effetti chiaroscurali e pittorici. Al 1921-22 risalgono le sue prime visite in Italia (Firenze, Toscana e Umbria) e in Spagna (Granada), dalle quali trasse rilevanti spunti di ispirazione per le sue composizioni.
Fino al 1935, quando si trasferì in Svizzera a causa del fascismo, visse e viaggio incessantemente per l’Italia, risiedendo a Roma e soggiornando spesso a Siena, ed esplorando a fondo anche le aree meno note di Lazio, Toscana, Abruzzo, Calabria, Campania e Sicilia. A partire dal 1937 nella sua produzione perse ogni interesse per la resa fedele del mondo visibile, concentrandosi su quelle che egli stesso definì le proprie “visioni interiori” e sui giochi ottici, le prospettive invertite e i paesaggi illusionistici che diverranno la sua cifra più idiomatica. Morì a Laren nel 1972.
Lu.Bo., 31/12/2013
 
Maurits Cornelis Escher_Giorno e notte_1938_ xilografia a due colori_39,3 x 67,8 cm_L’ENIGMA ESCHER. PARADOSSI GRAFICI TRA ARTE E GEOMETRIA
Fondazione Palazzo Magnani, 19 ottobre 2013 – 23 marzo 2014
Mostra a cura di Marco Bussagli, Federico Giudiceandrea, Luigi Grasselli
Coordinatore scientifico Pier Giorgio Odifreddi
Fondazione Palazzo Magnani
Reggio Emilia – Corso Garibaldi 31

Orari
Dal martedì al giovedì 10.00-13.00 /15.00-19.00
Venerdì, sabato e festivi 10.00-19.00


Maurits Cornelis Escher_Relatività_luglio 1953_litografia_mm_ 277x292Intero € 9; Ridotto € 7; Studenti € 4
Tel. + 39 0522  44 44 46 – Fax + 39 0522 44 44 36
info@palazzomagnani.it

www.palazzomagnani.it

Didascalie immagini:
1. Maurits Cornelis Escher, Nastro di Möbius II (Formiche rosse), febbraio 1963, xilografia in colori rosso, nero e verde-grigio stampata da tre blocchi, mm. 453x205
2. Maurits Cornelis Escher, Vincolo d'unione, aprile 1956, litografia, mm. 253x339
3. Maurits Cornelis Escher, Su e giù, luglio 1947, litografia in colore marrone, mm. 503x205
4. Maurits Cornelis Escher, Buccia, maggio 1955, xilografia in colori nero, marrone, grigio-blu e grigio, mm. 345x235
5. Maurits Cornelis Escher, Giorno e notte, 1938, xilografia a due colori, cm. 39,3 x 67,8
6. Maurits Cornelis Escher, Relatività, luglio 1953, litografia, mm. 277x292