10008383_10202989284086875_946973899_nSono stato a Palermo per vedere la Natività di Adalberto Abbate. Sono entrato nel serpottiano Oratorio di San Lorenzo poco prima di mezzogiorno di un lunedì mattina dei primi giorni di febbraio. Faceva caldo.
La Natività di Adalberto Abbate è un’opera grandiosa. Un’opera che dimostra come è difficile nascere, rinascere sempre.


Nell’opera di Abbate c’è una tensione che attraversa ogni tempo, il nostro, quello trascorso e quello che sarà, e quando l’ho vista dal vivo ho ringraziato il dono, l’offerta generosa del gesto che mai, fino adesso, avevamo visto con tanta evidenza in un piccolo quadro - quelli in mostra per me sono quadri - dove un bambino, di spalle, ci viene offerto, catapultato al mondo dalla madre, Maria.
Questo gesto generoso è quanto di più toccante potevamo attenderci da Abbate, che ci attenta nella presa di coscienza, noi tutti, l’umanità intera, di essere responsabili di una vita donata  agli uomini. Il gesto semplice  è spiegato con un gesto di infinito amore. Dentro quegli spazi ecco cosa accade, una battaglia legittima, della nascita, della vita o messa al mondo con tutto il dramma di una storia della quale sappiamo tutto ma della quale rimangono, sempre, i misteri mai spiegati e il miracolo esibito, sempre rinnovato di questa nascita tragica, senza padre, che ci sorprende increduli ogni volta. E ogni volta la fede e l’incredulità ci investono, ci illuminano, ci fanno partecipi ognuno ad essere tutti, soprattutto, noi sostituibili in questo momento di festa che ci trascende, di inaugurazione irradiante e soprannaturale.

10168467_10202989308527486_1521019289_nAdalberto è furia: come un Dio spietato, ci accarezza e ci illumina sia fisicamente sia idealmente in una messa in scena che ci fa mancare il fiato e ci apre alle domande, tutte, delle nostre esistenze aperte  ad accogliere  potenzialmente ogni credo, ogni mormorio celeste e terrestre, e va oltre noi, le singole vite perché sospende, ci sorprende in una natività aperta alla vita sempre, e sempre resurrettiva.
Pensavo: c’è amore infinito nella sua natività, dolore infinito, c’è una battaglia aperta che non smetterà mai d’essere se tutti e per sempre noi, noi sostituibili sempre, dovremo fare i conti con ‘loro’, Loro insostituibili, perché con l’amore dobbiamo fare i conti. Forse qui sta l’abisso e poi la battaglia individuale che ci rende testimoni, prima visibili, poi invisibili verso la creazione, finché ci sarà creato.

Da qui lo scandalo dell’opera di Adalberto Abbate, contemporanea e a noi superiore, per sempre.
Francesco Lauretta, 28/03/2014

Sviridov - The mysterious Nativity
 
10153570_10202989327167952_1188778036_nNEXT: NATIVITA' di Adalberto Abbate
L’Associazione Amici dei Musei Siciliani, all'interno del progetto Next, concorso bandito dall’Associazione stessa con l’obiettivo di far risorgere il capolavoro caravaggesco, questa volta per mano di promettenti vene creative contemporanee, ha invitato un nuovo artista di chiara fama, dopo Laboratorio Saccardi e Francesco De Grandi, per la realizzazione dell’opera in concorso, la “nuova” Natività, da realizzarsi all’interno della sacrestia dell’Oratorio di S. Lorenzo. L'artista siciliano Adalberto Abbate realizza per l’occasione una nuova serie di Natività, prodotte per questo appuntamento.
 
Adalberto Abbate (Palermo, 1975) vive e lavora a Palermo. Ha esposto in mostre e rassegne presso istituzioni internazionali quali: Centre Pompidou, Parigi, Francia; Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, Palermo; Museo MART, Rovereto; Fondazione Pomodoro, Milano; Musée historique et des porcelaines, Nyon, Svizzera; Ausstellungsraum Klingental, Basilea, Svizzera; Palazzo della Permanente, Milano.

Oratorio di San Lorenzo
Via dell'Immacolatella 5
Palermo - Sicilia
FINO AL 17 OTTOBRE 2014
lunedì-domenica 10-18

contributo di € 1 per l’acquisizione dell’opera dall’Oratorio di San Lorenzo

info@adalbertoabbate.com
http://www.adalbertoabbate.com