19_ Segantini Mezzogiorno sulle AlpiPalazzo Reale ospita una grande mostra antologica dedicata a Giovanni Segantini, prodotta da Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e Skira editore in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta. Curata da Annie-Paule Quinsac, autrice del catalogo ragionato di Segantini, e da Diana Segantini, pronipote dell’artista, la rassegna monografica allinea oltre 120 opere divise in otto sezioni, ciascuna delle quali dedicata a un periodo o un nucleo tematico cruciale della produzione del grande pittore.


Nato ad Arco di Trento nel 1858, allora posta sotto il dominio dell’Impero Asburgico, Segantini morì quarantunenne nel 1899 in Engadina. Segantini giunse a Milano a sette anni, nel 1865, restandovi sino al 1881 per trasferirsi in seguito dapprima in Brianza, poi in Svizzera e infine in Engadina: ma i diciassette anni trascorsi a Milano furono fondamentali per lo sviluppo della sua carriera e per la sua fortuna di artista.

La mostra prende avvio da una sezione introduttiva che presenta documenti, fotografie, lettere, libri, il Busto di Segantini realizzato da Paolo Troubetzkoy, quello giovanile di Emilio Quadrelli, e il ritratto ad acquarello di Segantini sul letto di morte, opera di Giovanni Giacometti, suo amico fraterno e padre di Alberto. Segue una sezione in cui vengono esposti quasi tutti gli Autoritratti di Segantini, da quello eseguito all’età di vent’anni sino al carboncino su tela del 1895.

4_ Segantini Ritratto Signora TorelliMilano fu il luogo dove Segantini espose preferenzialmente le sue opere, nella galleria Grubicy che lo lanciò e lo introdusse presso la borghesia illuminata lombarda e gli diede modo di conoscere alcune fra le tendenze principali dell’arte contemporanea europea: da Millet alla Scuola di Barbizon alla scuola olandese. A Milano Segantini ebbe modo di entrare in contatto con le nuove tendenze artistiche locali, dapprima la Scapigliatura, poi il Divisionismo, e infine il Simbolismo, di cui fu interprete particolarmente originale e visionario.
Tutte le non molte opere da lui dedicate a Milano sono presenti in mostra, nella I sezione Gli esordi: lavori come Il coro di Sant’Antonio (1879) o scorci cittadini come Il Naviglio sotto la neve (1879-1880), Ritratto di donna in Via San Marco (1880), Nevicata sul Naviglio (1880 circa), Il Naviglio a Ponte San Marco (1880). In questa sezione della mostra viene anche presentato il dittico I pittori di una volta - I pittori di oggi, la cui prima parte, disgiunta da Vittore Grubicy dopo la mostra del 1883 e non più esposta, è stata rinvenuta solo recentemente.

La II sezione, Il ritratto. Dallo specchio al simbolo, presenta capolavori come il Ritratto della Signora Torelli (1885-1886), scrittrice femminista che fu moglie di Eugenio Torelli Viollier fondatore del “Corriere della Sera”, L’ebanista Mentasti (1880), il Ritratto di Carlo Rotta (1897), e Petalo di rosa (1890), nel quale il volto della compagna Bice diventa universale emblema della sensualità femminile.
9_ Segantini La raccolta dei bozzoli

L’abbandono di Milano per la Brianza, nel 1881, fu la conseguenza dell’aspirazione di Segantini a un più pieno contatto con la natura e del suo rifiuto della mitologia metropolitana di cui era allora imbevuta la poetica dei suoi amici scapigliati. In Brianza, e poi in Svizzera, Segantini divenne cantore della vita agricola pur adottando uno stile di vita alto borghese che lo avrebbe portato a una grave crisi economica. La vita agiata, peraltro, non lo distolse dalla pittura en plein air e dalle lunghe ore trascorse all’aperto per restituire nei suoi lavori l’incanto degli ambienti incontaminati che lo circondavano.
15_ Segantini Alla stanga

18_ Segantini Ritorno dal boscoNella III sezione, le nature morte assumono il ruolo di protagoniste. Segantini dimostra una vena felice e una piena padronanza anche in questo genere, sia in pannelli decorativi (esposti in mostra due importanti esempi raffiguranti frutta e fiori), sia in dipinti caratterizzate da una ricostruzione quasi astratta del reale, come Funghi (1886), Pesci (1886), Anatra appesa (1886).

La IV sezione, Natura e vita dei campi, raccoglie i capolavori dedicati alla vita agreste, come La raccolta dei bozzoli (1882-1883), Dopo il temporale (1883-1884), L’ultima fatica del giorno (1884) nelle sue varie redazioni, Vacca bagnata (1890), Ritorno all’ovile (1888), Allo sciogliersi delle nevi (1891), Riposo all’ombra (1892), La raccolta delle patate (1886), La raccolta delle zucche (1884 circa), sino al monumentale Alla stanga (1886). Una sottosezione dal titolo Il disegno dal dipinto testimonia eloquentemente dell’assiduo processo di ripensamento e rielaborazione al quale il pittore sottoponeva i propri lavori.

Segantini si riallaccia alla tradizione della pittura contadina derivata da Millet e dai pittori francesi della metà dell’Ottocento, per superarla e approdare a una radicale rilettura in chiave simbolista. in questa direzione, la V sezione, Natura e simbolo, presenta capolavori come Effetto di luna (1882), Ave Maria a trasbordo (IIa versione, 1886), accostato a vari disegni precedenti e successivi alla tela, Ritorno dal bosco (1890). Anche qui sono presenti disegni tratti da suoi dipinti come La raccolta del fieno (1889-1890), All’arcolaio (1892), Ave Maria sui monti (1890).
20_ Segantini La raffigurazione della primavera

Con il trasferimento in Svizzera nel 1886, Segantini approda al divisionismo, spezzando la materia in lunghi filamenti di colore. Protagoniste diventano le Alpi, riprese sempre di scorcio. Ai capolavori indiscussi del periodo di Savognino, Mezzogiorno sulle Alpi (1891) e Ritorno dal bosco (1890), fanno seguito le monumentali opere in formato orizzontale, come L’ora mesta (1892), Donna alla fonte (1893), Primavera sulle Alpi (1897).

La VI sezione, Fonti letterarie e illustrazioni, mostra l’evoluzione del modus operandi di Segantini attraverso disegni ispirati a opere letterarie e religiose, dalla Bibbia a Così parlò Zarathustra di Nietzsche. Nella VII sezione, dedicata al Trittico dell’Engadina, attraverso disegni, studi preparatori e filmati viene ricostruita la genesi di quest’opera grandiosa concepita tra il 1896 e il 1899 e considerata il testamento spirituale dell’artista.
Nella sezione conclusiva, infine, La maternità, sono presenti altri capolavori come Le due madri (1889), sorta di manifesto del divisionismo italiano, le due versioni de L’Angelo della Vita (1894) e L’amore alla fonte della Vita (1896).

Il catalogo della mostra è edito da Skira e presenta saggi di Annie Paule Quinsac, Diana Segantini, Pietro Bellasi, Dora Lardelli, Guido Magnaguagno, Beat Stutzer e Luigi Zanzi.
19/09/2014
 
21_ Segantini Le due madri

SEGANTINI
18 settembre 2014 - 18 gennaio 2015
Milano, Palazzo Reale

ORARI: Lunedì: 14.30-19.30 • Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica: 9.30-19.30 • Giovedì e Sabato: 9.30-22.30 La biglietteria chiude un’ora prima
BIGLIETTI: Intero € 12,00 • Ridotto € 10,00

INFORMAZIONI: 02.92800375 (dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18.30)
www.mostrasegantini.it - www.comune.milano.it/palazzoreale

CATALOGO Skira


DIDASCALIE IMMAGINI:
1.
SEGANTINI, Mezzogiorno sulle Alpi, 1891
olio su tela, 77,5 x 71,5 cm
St. Moritz, Museo Segantini, deposito della Fondazione Otto Fischbacher - Giovanni Segantini
SEGANTINI, Autoritratto, 1895
carboncino con tocchi d’oro e gesso bianco su tela; 59 x 50 cm
St. Moritz, Museo Segantini
2. SEGANTINI, Ritratto della Signora Torelli, 1885-1886
olio su tela, 99 x 73 cm
Collezione privata
3. SEGANTINI, La raccolta dei bozzoli, 1881-1883
olio su tela, 70 x 101 cm
Milano, Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d'Italia - Piazza Scala
4. SEGANTINI, Alla stanga, 1886
olio su tela, 170 x 390 cm
Roma, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
5. SEGANTINI, Ritorno dal bosco, 1890
olio su tela, 64,5 x 95,5 cm
St. Moritz, Museo Segantini, deposito della Fondazione Otto Fischbacher - Giovanni Segantini
6. SEGANTINI, La raffigurazione della primavera, 1897
olio su tela, 116 x 227 cm
New York, French & Company
7. SEGANTINI, Le due madri, 1889
olio su tela, 162,5 x 301 cm
Milano, Galleria d’Arte Moderna