Studi Archivistici su Caravaggio: Nuove Prospettive sulla Giovinezza e le vicende Milanesi
Negli ultimi anni, gli studi sulla figura di
Michelangelo Merisi, universalmente conosciuto come Caravaggio, hanno conosciuto una significativa evoluzione grazie a rigorose ricerche archivistiche condotte da studiosi come Giacomo Berra, Mario Comincini, Renato Di Tomasi, Giulia Cocconi, Francesca Curti e nel secolo passato Vincenzo Pacelli. In particolare, l’ultima pubblicazione di Di Tomasi, dal titolo
Caravaggio a Milano fu prigion. Nuovi indizi sull’arrivo a Roma e il viaggio dell’artista a Venezia, per la collana Monografie di Horti Hesperidum, offre nuove chiavi di lettura sugli anni giovanili dell’artista, con particolare attenzione al suo soggiorno milanese e alle circostanze che lo portarono a Roma e probabilmente a Venezia.
Il contributo di Di Tomasi si inserisce in un filone di studi che mira a chiarire aspetti rimasti a lungo oscuri nella biografia del pittore milanese. Attraverso un’approfondita analisi delle fonti archivistiche e letterarie, lo studioso ha messo in discussione l’idea, consolidata soprattutto dagli studi novecenteschi di
Roberto Longhi, secondo cui Caravaggio avrebbe vissuto una giovinezza segnata da gravi difficoltà economiche. Le ricerche di Renato Di Tomasi hanno invece rivelato che, tra il 1591 e il 1592, Caravaggio ereditò circa 1700 lire imperiali in seguito alla morte del padre,
Fermo Merisi, e della madre, Lucia Aratori. Questa scoperta delinea un quadro completamente diverso, mostrando un giovane artista in condizioni economiche decisamente migliori rispetto a quanto precedentemente ipotizzato.
Inoltre, le indagini archivistiche hanno permesso allo studioso di portare alla luce nel 2018 le
complesse dinamiche familiari che caratterizzarono la
giovinezza di Caravaggio. Le tensioni ereditarie tra la vedova Lucia Aratori e i fratellastri del defunto marito Fermo, in particolare con il sacerdote Ludovico Merisi, contribuirono a creare un clima di forti ingiustizie e conflitti interni, che condizionarono significativamente i rapporti familiari futuri dell’artista.
Nel 2022, Di Tomasi ha pubblicato una seconda monografia dedicata agli ultimi giorni del pittore, intitolata
Gli ultimi giorni di Caravaggio da Napoli a Palo. Grazie al ritrovamento di una corrispondenza nel fondo Orsini dell’Archivio Capitolino, è stato possibile acquisire nuove informazioni sulla scomparsa dell’artista nel luglio 1610, mentre si dirigeva da Napoli verso il Ducato degli Orsini, aiutato dalla marchesa Costanza Colonna. In particolare, una lettera datata 18 giugno 1610, inviata da Marcello de Rosis a Virginio Orsini, documenta dettagli inediti su probabili movimenti e sulle protezioni di cui godeva Caravaggio in quegli ultimi, drammatici momenti.
L’ultima monografia dedicata al Merisi affronta la questione del “Delitto” e la Presunta Prigionia Milanese.
Difatti uno dei temi più dibattuti senza soluzione dalla critica riguarda la possibile detenzione di Caravaggio a Milano per presunti atti delittuosi.
L’ultimo lavoro di Di Tomasi, pubblicato nel 2024, affronta proprio questa spinosa questione, basandosi su una rigorosa comparazione di documenti archivistici e sulle annotazioni biografiche di
Giulio Mancini. In particolare, viene esaminata la famosa postilla:
“Fece delicto. Puttana scherzo et [segue parola incomprensibile] scherzo ferì il [segue di nuovo la parola incomprensibile] con la puttana sfregian sbirri ammazzan […] volevan saper che i compagni fu prigion un anno se lo volevan veder vender il suo va a Milano. Fu prigion non confessa viene a Roma né volse […]” — una nota interpretata in modi diversi da generazioni di studiosi.
Secondo Di Tomasi, la chiave di lettura sarebbe da rintracciare nelle indagini condotte dal cardinale
Francesco Maria Bourbon del Monte, primo mecenate romano dell’artista,
come risulta dalla stessa biografia redatta da Giulio Mancini, all’interno delle comunità milanesi residenti a Roma. Queste ricerche ebbero inizio dopo che lo stesso Del Monte assistette al rifiuto di Caravaggio di riconoscere il proprio fratello sacerdote, episodio che sembra quindi legarsi direttamente alle annotazioni di Mancini sulla presunta prigionia milanese.
L’ipotesi proposta suggerisce che la postilla non sia casualmente accostata a quell’episodio familiare, e che la ricostruzione documentaria rafforzi la tesi di un arrivo di Caravaggio a Roma tra la fine del 1594 e l’inizio del 1595, datazione ormai condivisa da buona parte della critica. Questa data dell’arrivo è il risultato, rafforzato, da precedenti ricerche di Di Tomasi legate all’eredità ricevuta dal pittore e documentata alla fine del 1592, che consentivano all’artista di vivere comodamente per almeno due anni dalla fine e l’incasso della divisione ereditaria.

L’ultima monografia di Di Tomasi, oltre ad arricchire la
biografia di Caravaggio con nuovi dati documentari e interpretazioni, offre anche spunti significativi per la storia dell’arte. In particolare, viene proposto un raffinato confronto iconografico tra l’unico dipinto murale a olio realizzato da Caravaggio per il cardinale Del Monte a Roma e il
Nettuno di Giovan Battista Ponchini, conservato a Palazzo Ducale a Venezia. Questo accostamento, insieme all’analisi del
Giove, Nettuno e Plutone di Caravaggio (dipinto murale al Casino Ludovisi a Roma), contribuisce a una più profonda comprensione delle influenze e delle relazioni artistiche tra le diverse opere e i contesti in cui nacquero.
Gli ultimi studi di Renato Di Tomasi rappresentano un avanzamento negli studi caravaggeschi, consentendo di gettare nuova luce su aspetti fondamentali della vita e dell’opera del pittore. Attraverso un’analisi rigorosa delle fonti, Di Tomasi ha contribuito a superare pregiudizi storiografici e a fornire una visione più autentica e documentata della complessa esistenza di Caravaggio, nonché delle sue intricate vicende familiari e delle misteriose circostanze che caratterizzarono tanto la sua giovinezza quanto i suoi ultimi giorni.
Salvatore Lorefice, gennaio 2026
Fig. 2, Giovanni Ponchini, Nettuno sul cocchio trainato dai cavalli, Sala dei Dieci, Palazzo ducale di Venezia.
Riferimenti Bibliografici
- Di Tomasi R., Caravaggio a Milano fu prigion. Nuovi indizi per l’arrivo a Roma e il viaggio del pittore a Venezia, Monografie di Horti Hesperidum, 2024
- Di Tomasi R., Gli ultimi giorni di Caravaggio da Napoli a Palo, Monografie di Horti Hesperidum, 2022
- Di Tomasi R. L’eredità di Caravaggio, Bonanno editore, 2018